Salta più in alto, mettici la testa

Simposio di Psicologia dello sport il prossimo 5 giugno a Bibione

"Salta più in alto, mettici la testa" è il titolo dato all’iniziativa , e che vuole mettere in risalto in modo riassuntivo come sia possibile ottenere risultati attraverso una componente fondamentale della nostra esistenza, quella psicologica.
Questo Workshop (e quelli che seguiranno in altre città italiane e del Canton Ticino, in Svizzera) vuole evidenziare come esistono delle possibilità pratiche di intervento psicologico, uscendo dai luoghi comuni che vedono

a)la Psicologia come una risorsa secondaria;
b)l’idea che gli interventi psicologici siano tutti “astratti” e con tempistiche lunghissime.

L’esigenza di espandere la conoscenza che questi sono presupposti falsi, presentando delle possibilità di intervento pratico, volte alla prevenzione del disagio, può aprire le porte a successivi progetti che in definitiva risulterebbero assai meno onerosi agli atleti, agli enti sportivi o società, e in modo più allargato alla collettività, dei più comuni interventi sul disagio già conclamato.

Salta più in alto, cioè migliorare, sia nelle prestazioni che nel benessere

Il titolo e la locandina giocano sulla simbologia del salto, e non è un caso: molto spesso, nel lavoro, negli affetti, nella produttività sociale e nello sport si è alla ricerca del salto di qualità. Molto spesso tale ambizione viene abbandonata alla luce di impossibilità di intervenire in modo materiale (o di aver già fatto quanto materialmente possibile).
Ma c’è un’altra via, e per quanto strano possa sembrare, essa parte dal benessere dell’individuo, laddove ovviamente intendiamo un benessere totale, che comprenda sia la componente materiale che quella psicologica.
Nel Workshop ci si occuperà ovviamente della seconda componente, facendo sperimentare ai partecipanti come essa può fortemente incidere sulla prima.

Un punto si partenza, un punto di arrivo

Come detto sopra si vuole fornire un’esperienza , durante il Workshop, di come la componente psicologica influenzi e talvolta renda possibile la componente materiale del benessere individuale.
Nulla è così vero come nella Psicologia dello Sport, di cui l’organizzatore dell’evento, il dott. Tiziano Gamba è un Esperto riconosciuto, da anni attivo in questo campo.

Si parte dallo Sport, dove spesso la prestazione mentale fa la differenza, e il saperla allenare può far la differenza tra due atleti altrettanto bravi e preparati, dei quali però uno è considerato “un vincente” e l’altro “un bravo perdente”.
Ecco che quindi la Psicologia dello Sport, di cui verrà presentato uno dei metodi più efficaci tra quelli esistenti (il metodo S.F.E.R.A.) diventa il punto di partenza di un percorso in cui il partecipante al Workshop viene condotto: le stesse dinamiche si riscontrano in altre professioni in cui sia richiesta la Prestazione d’eccellenza, ovvero delle prestazioni caratterizzate da un elevato stress, necessità di prendere decisioni improvvise, forte imprevedibilità:

- INSEGNANTI
- FORZE DELL’ORDINE
- MANAGER, sia d’Aziende private che pubbliche.
- Professioni legate al fornire aiuto (MEDICI, INFERMIERI, EDUCATORI).

Come si vede, il raggio si allarga, ma non è un caso che le stesse tecniche utilizzate dal metodo SFERA per gli atleti siano produttive ed efficaci con le categorie professionali sopra riportate. Il passo intermedio consisterà nel venire viene a contatto con un risvolto del benessere Psicologico che è insito in ogni persona: il benessere relazionale.

E qui si evidenzierà come molti conflitti e incomprensioni nelle relazioni di ogni genere possono generare grossi danni, come già sappiamo, ma che a volte si tratta solo di inceppi comunicativi.
Verrà presentato il punto di vista della COMUNICAZIONE STRATEGICA a dimostrazione di come sarebbe molto semplice prevenire delle situazioni apparentemente disastrose o irreparabili adottando degli accorgimenti psicologici pratici.

Il punto di arrivo è dunque la constatazione che il benessere individuale produce benessere collettivo, sia esso esprimibile in un atleta, in un Ente Sportivo come in un’azienda, in una famiglia o nella collettività.
Prevenire il disagio costa meno che intervenire sullo stesso, e molto spesso non è così difficile farlo.

Benessere individuale, benessere sociale: i destinatari

Da quanto sopra esposto, diventa chiaro che i possibili fruitori dei contenuti del Workshop sono molteplici e comprendono ATLETI, ALLENATORI, MANAGER in primo luogo, ma anche AUTORITA’ TERRITORIALI, FORZE DELL’ORDINE, INSEGNANTI, MEDICI, INFERMIERI, EDUCATORI, ASSISTENTI SOCIALI, ma sarebbe più corretto definire che chiunque può essere il destinatario di questo evento, poiché chiunque può trarne spunto per migliorare la propria situazione (fare il famoso “salto di qualità”).

Come si svolge il Workshop: argomenti trattati e stile di conduzione.

A titolo riassuntivo si possono elencare i temi trattati come segue:

Psicologia dello Sport (metodo S.F.E.R.A.);
Comunicazione Strategica

Ciò che conta, però sarà lo stile di conduzione: nonostante una eventuale cospicua presenza di partecipanti, essa sarà interattiva, volta a far sperimentare più che ascoltare.
Per questo chi si iscrive al Workshop può a buon titolo essere definito “partecipante”: esso diventa comunque in qualche modo partecipe del lavoro svolto.

Operativamente, il Workshop, dura una giornata (preferenzialmente un sabato), inframmezzata da una pausa pranzo che può essere consumato direttamente nei locali della struttura ospitante oppure in un locale convenzionato.
Sia la mattina che il pomeriggio sono previste delle pause con dei coffee-break.
Un aperitivo accompagnerà la cerimonia della consegna degli attestati di partecipazione.

Relatori:

dott. Tiziano Gamba, Psicologo, Psicoterapeuta, Esperto in Psicologia dello Sport e Terapie espressive (organizzatore e mediatore);
dott. Giuseppe Vercelli, Psicologo, Psicoterapeuta, Esperto in Psicologia dello Sport, creatore del metodo SFERA
dott. Ioris Bonzanini, Psicologo, Psicoterapeuta, Esponente della Scuola di Psicologia Strategica di Arezzo;
l’istruttore Nunzio de Nigris, ex nuotatore di livello internazionale, responsabile della squadra agonistica di nuoto per salvamento  dei Vigili del Fuoco di Torino;
il maestro Elis Calegari, istruttore di tennis ma soprattutto giornalista sportivo, Direttore della rivista specializzata "0-15"
il tennista Federico Mordegan, giocatore di livello internazionale e istruttore di tennis;

Prima Torino, ora Bibione(Ve), poi Trieste, Lugano (CH): quali i frutti dell’iniziativa?

Il Workshop, intendendo in ultima analisi proporre a un vasto pubblico la possibilità, pratica, concreta e tutt’altro che eccessivamente complicata per prevenire il disagio psicologico, che è poi l’anticamera del disagio materiale, vuole diffondere questo tipo di messaggio su un territorio che non si ponga dei confini predefiniti.

L’ interesse principale è quello di fomentare un fermento creativo, per la realizzazione di nuovi progetti da applicare sul territorio, nel sociale, nella Sanità, nella Pubblica Istruzione, oltre che, naturalmente nello Sport.

Si vuole stimolare ad investire su una risorsa, la Psicologia, tutt’altro che “secondaria” e che può fornire interventi pratici per prevenire dei danni, e costare alla collettività molto meno della eventuale necessità di riparare ad un danno già esistente.

Si auspica che questa iniziativa sia il seme di molti altri progetti, volti a intervenire nelle diverse realtà coinvolte:

- circoli sportivi e atleti singoli;
- aziende private;
- aziende sanitarie ed altri presidi pubblici;
- scuole;
- altre realtà, sia private che pubbliche.